| Michele Ariodante |
Classe di chitarra jazz tradizionale, chitarra classica |
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Diplomato in chitarra classica presso il conservatorio S. Cecilia di Roma, ha studiato musica jazz con Eddy Palermo, Enrico Pieranunzi e frequentato stages didattici con Jim Hall e Tony Tedesco. Ha partecipato a festival e rassegne jazz in tutta Italia (Umbria Jazz Winter,Villa Celimontana, Massenzio, Rep. Di S. Marino, Cagliari Monteroduni, con diverse formazioni: The gost of the Twentles, Campania jazz Ensemble, Six Appeal …) Ha collaborato con musicisti sia legati al jazz tradizionale (Lino Patrono, Luca Valotti, Andly Stein, Dick Sudhatler, Gianni Sanjust) che moderno (Pino Sallusti, Mauro Verrone, Paolo Iannarella, Karl Potter). In ambito extra-jazzistico ha svolto attività concertistica con formazioni di musica da camera ed ha partecipato a numerosi tour teatrali realizzando inoltre colonne sonore e spot pubblicitari.
Ha partecipato a trasmissioni Rai, tra le quali: Uno Mattina, la cerimonia di apertura per i mondiali di nuoto suonando con Claudio Baglioni ed ha realizzato per Rai3 un ciclo di trasmissioni sulla storia del jazz, di cui è uno dei maggiori esperti italiani. In qualità di insegnante ha svolto attività presso numerose scuole romane, inoltre dal 1995 collabora con AXE curando delle rubriche didattiche, interviste e recensioni.
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| Dal 1999 è collaboratore didattico della rivista Musica Jazz. Ha curato l’introduzione e gli esempi musicali della bibliografia di Eddie Lang “Singing the Blues” (ed. Pantheon) di Adriano Mazzoletti. |
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La didattica |
Questo corso è dedicato allo studio della chitarra jazz nella sua tradizione storica e nella sua evoluzione stilistica. Obiettivo del corso è quello di approfondire non solo la pratica improvvisativa (intesa come studio del solismo), ma tutti i molteplici aspetti che rendono l’approccio jazzistico alla chitarra unico e diverso dagli altri. Verranno quindi individuati vari elementi di studio, generalmente trascurati, tutti di fondamentale importanza per la definizione di “chitarra jazz” e cioè: la ricerca ritmica, la ricerca dinamica, la ricerca timbrica, l’accompagnamento nei vari stili, l’analisi dell’evoluzione stilistica, l’uso delle pause, la costruzione delle frasi, la pronuncia jazzistica nelle sue varie possibilità, tecniche specifiche quali chord melody e walking bass, l’analisi di soli trascritti.
Un concetto comune della didattica jazzistica, che consiste nel far studiare quante più scale e accordi possibili e poi di metterle in pratica, verrà qui ribaltato: si cercherà innanzitutto di suonare, magari utilizzando tre note, curandone però fin dall’inizio la pronuncia e l’aspetto
ritmico. Importanza fondamentale verrà data sia all’ascolto esterno (con brani di grandi stilisti della chitarra jazz, dalle origini fino ad oggi), sia a quello interno (la capacità di auto-ascoltarsi mentre si suona e di ascoltare gli altri). |
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Discografia |
The ghost of the Twenties (RJR Records) Remembering Spiegle, Lino Patruno & Red Pellini Gang (LP jazz show) |
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