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Daniela Flonta

 

- Classe di Pianoforte per Bambini - Laboratorio Giocomusica - Pianoforte Classico
Ha iniziato i suoi studi pianistici all'età di sei anni con Margareta Pop. Ha poi studiato presso la Scuola di Musica della sua città sotto la guida di Kozàk Maria fino al 1990. Dal '90 al '99 ha frequentato il Liceo Musicale “S. Toduta” a Cluj-Napoca dapprima con Mihaela Gravis (1990-1992) e poi con Vera Negreanu (1992-1999). Nel 2003 ha concluso il suo Bachelor of Music in pianoforte e piano-pedagogia negli USA presso il Conservatorio di Oberlin (Ohio, USA) dove era stata ammessa come allieva del Maestro Peter Takàcs, grazie al conseguimento per merito di una borsa di studio.
Ottiene il Master of Music degree in pianoforte e pedagogia presso la School of Music dell'University of Michigan (U.S.A.), dove si e perfezionata con Logan Skelton (pianoforte) e John Ellis (piano - pedagogia).
Attualmente segue il corso di perfezionamento di Walter Fischetti presso l’Accademia Internazionale di Musica (Roma).
Ha partecipato a numerose Master Class di specializzazione.
Ha partecipato a diversi festivals musicali estivi. Nel 2000 al Gilmore Festival, nel 2001 ha partecipato all'Aspen Music Festival and School (Aspen, USA) dove ha studiato con John Perry e Jean-David Coen. Nel 2002 al Bowdoin Summer Music Festival (Maine, USA) ha studiato pianoforte con Yoheved Kaplinsky e musica da camera con Emma Tahmiziàn e Nick Jones. Nel 2004 ha partecipato all’ International Piano Masterclasses, Praga.
Ha svolto sino ad oggi un'intensa attività concertistica sia come solista che per musica da camera in Romania (Zalau, Cluj-Napoca) e negli Stati Uniti (Oberlin, Lakewood, Cleveland, Akron, Ann Arbor, ecc.).
Tiene lezioni di pianoforte per allievi di livello principiante, medio e avanzato. La sua esperienza d'insegnamento include sia lezioni private che laboratori musicali e lezioni individuali presso il Consevatory of Oberlin prima e la School of Music dell'University of Michigan poi, per studenti del college. Come membro dell'MTNA (Music Teachers National Association) Student Chapter dell'University of Michigan ha partecipato alla conferenza nazionale di Kansas City, Missouri (Marzo 2004) e alla conferenza regionale di Kalamazoo (Ottobre 2004), dove è stata una delle allieve della University of Michigan ad essere selezionate per presentare "Putting the Play Back into Playing the Piano: A Survey of Effective Games for Private and Class Piano Instruction".
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- La didattica
A mio parere è fondamentale conoscere l’allievo prima che si inizino le lezioni; cercare di capire il suo carattere e scoprire il modo migliore per comunicare con i suoi genitori deve essere ritenuta una fase importante, dove anche parlare di cose non collegate alla musica diviene un elemento fondamentale per impostare un buon metodo di lavoro.
Dare fiducia all’allievo e ai suoi genitori è un buon punto di partenza per una “collaborazione musicale ottimale”. Tenendo conto di tali presupposti ritengo doveroso essere flessibili, avere la volontà di adattare il proprio programma alle esigenze dell’allievo e apparire come un comune essere umano e non come “il maestro’ che tutto sa e tutto conosce.
Se l’allievo ha la possibilità di esprimersi, anche solo a parole, se non è inibito dalla figura dell’insegnante e da questa nuova esperienza, il maestro avrà meno difficoltà nel convincere l’allievo delle sue potenzialità musicali.
La musica è un linguaggio, non si tratta solo di note da imparare, o di segni difficili che devono essere letti ed interpretati, Spiegare, fin dall’inizio, questo concetto all’allievo, fargli capire le sue difficoltà, e progettare insieme come superarle avvicinerà l’allievo al maestro creando un rapporto di fiducia reciproca, dove usare dei termini semplici ed anche scherzare o giocare insieme sarà un modo naturale ed efficace di apprendere.
L’impostazione iniziale al pianoforte e l’insegnamento della posizione della mano sono novità importanti per il bambino. Comprendere l’allievo, mettersi nei suoi panni e non aspettarsi il risultato migliore dall’inizio sarà segno di pazienza e fiducia che potrà stimolare la crescita. La spiegazione della teoria musicale deve essere inclusa nel programma fin dall’inizio, ma sarà opportuno non sottolineare continuamente ed in modo insistente la sua funzione. Per muoversi in tale direzione sarà opportuno praticare dei giochi mirati…e…
senza rendersene conto, i bambino imparà le chiavi, le note, i registri e quant’altro è necessario per sviluppare la conoscenza musicale.
Il primo anno di studio è spesso il più difficile, può accadere che un allievo decida di interrompere lo studio del pianoforte perché è troppo difficile o perché il suo maestro è troppo rigido.
Il primo anno deve essere considerato un avvicinamento allo strumento, ai suoi “segreti” e alla bellezza della musica e non solo spiegazione e studio di concetti teorici che spesso sono astratti.
Dal punto di vista dello sviluppo psicologico, il bambino non è pronto ad affrontare subito la lettura delle note. E’ necessario praticare soluzioni alternative, non è indispensabile che tutti i bambini debbano leggere le note fin dall’inizio.
Di seguito elenco alcuni metodi che operano in questa direzione : Bastien, Alfred, Hall Leonard, questi testi infatti adottano un approccio graduale alla lettura delle note e non scoraggiano il bambino che muove i primi passi nel mondo della musica.
Vedi titoli accademici | Leggi intervista (inglese)
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