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Daniela Flonta
Classe di Pianoforte per Bambini - Laboratorio Giocomusica - Pianoforte Classico

Daniela Flonta è nata a Zalau (Romania) nel 1980. Ha cominciato i suoi studi pianistici all’età di sei anni con Margareta Pop. Ha poi studiato presso la Scuola di Musica della sua città con Kozàk Maria. Ha frequentato il Liceo Musicale S. Toduta di Cluj-Napoca, Romania, studiando con Vera Negreanu e Mihaela Gavris. Ha concluso il suo Bachelor of Music in pianoforte e piano-pedagogia negli USA presso il Conservatorio di Oberlin (Ohio) dove era stata ammessa come allieva del Maestro Peter Takàcs, grazie al conseguimento per merito di una borsa di studio. Ottiene il Master of Music degree in pianoforte e pedagogia presso la School of Music dell’University of Michigan (USA) dove si è perfezionata con Logan Skelton (pianoforte) e John Ellis (piano-pedagogia). Nel Giugno 2008 ottiene il Diploma di Didattica della Musica presso il Conservatorio S. Cecilia di Roma con il massimo dei voti. Nel 2006 ha conseguito il Diploma di Didattica Pianistica presso la Scuola Popolare di Musica Donna Olimpia a Roma.

Flonta ha partecipato a numerose masterclass di specializzazione e festivals musicali estivi: nel 2000 al Gilmore Festival, nel 2001 all’Aspen Music Festival and School, nel 2002 al Bowdoin Summer Music Festival (USA), nel 2004 all’International Piano Masterclasses (Praga). Ha studiato con John Perry, Yoheved Kaplinsky, Richard Goode, Robert Roux, Antonio Pompa-Baldi, Robert Shannon, Emma Tahmiziàn, ecc. Ha vinto numerosi concorsi nazionali ed internazionali, quali Oberlin Concerto Competition, William Abate Memorial Prize in Piano, The Carol Nott Piano Pedagogy Prize, The Rislov Foundation Music Scholarship, Primo Premio Assoluto al Concorso Internazionale G.Campochiaro, ecc.

Ha svolto sino ad oggi un’intensa attività concertistica sia come solista, per musica da camera o come pianista accompagnatore in Romania (Cluj-Napoca, Zalau), negli USA (Oberlin, Cleveland, Ann Arbor, Akron, Lakewood, ecc) e in Italia (Roma, Napoli, L’Aquila, Gaeta, Fiuggi).

La sua attività didattica si spande dagli Stati Uniti (Oberlin, Ann Arbor), dove ha insegnato pianoforte presso Oberlin Conservatory e University of Michigan (lezioni singole e laboratori) all’Italia (Roma), dove oltre le lezioni di pianoforte, insegna educazione musicale presso la Scuola Elementare Ada Negri. Nel Gennaio 2008 ha tenuto una masterclass di pianoforte presso l’Accademia Internazionale di Musica di Roma. Come membro dell’MTNA (Music Teachers National Association) ha partecipato, nel 2004, alle conferenze di pedagogia musicale di Kansas City (Missouri, USA) e di Kalamazoo (Michigan).

Didattica
A mio parere è fondamentale conoscere l’allievo prima che si inizino le lezioni; cercare di capire il suo carattere e scoprire il modo migliore per comunicare con i suoi genitori deve essere ritenuta una fase importante, dove anche parlare di cose non collegate alla musica diviene un elemento fondamentale per impostare un buon metodo di lavoro.
Dare fiducia all’allievo e ai suoi genitori è un buon punto di partenza per una “collaborazione musicale ottimale”. Tenendo conto di tali presupposti ritengo doveroso essere flessibili, avere la volontà di adattare il proprio programma alle esigenze dell’allievo e apparire come un comune essere umano e non come “il maestro’ che tutto sa e tutto conosce.
Se l’allievo ha la possibilità di esprimersi, anche solo a parole, se non è inibito dalla figura dell’insegnante e da questa nuova esperienza, il maestro avrà meno difficoltà nel convincere l’allievo delle sue potenzialità musicali.
La musica è un linguaggio, non si tratta solo di note da imparare, o di segni difficili che devono essere letti ed interpretati, Spiegare, fin dall’inizio, questo concetto all’allievo, fargli capire le sue difficoltà, e progettare insieme come superarle avvicinerà l’allievo al maestro creando un rapporto di fiducia reciproca, dove usare dei termini semplici ed anche scherzare o giocare insieme sarà un modo naturale ed efficace di apprendere.
L’impostazione iniziale al pianoforte e l’insegnamento della posizione della mano sono novità importanti per il bambino. Comprendere l’allievo, mettersi nei suoi panni e non aspettarsi il risultato migliore dall’inizio sarà segno di pazienza e fiducia che potrà stimolare la crescita. La spiegazione della teoria musicale deve essere inclusa nel programma fin dall’inizio, ma sarà opportuno non sottolineare continuamente ed in modo insistente la sua funzione. Per muoversi in tale direzione sarà opportuno praticare dei giochi mirati…e…
senza rendersene conto, i bambino imparà le chiavi, le note, i registri e quant’altro è necessario per sviluppare la conoscenza musicale.
Il primo anno di studio è spesso il più difficile, può accadere che un allievo decida di interrompere lo studio del pianoforte perché è troppo difficile o perché il suo maestro è troppo rigido.
Il primo anno deve essere considerato un avvicinamento allo strumento, ai suoi “segreti” e alla bellezza della musica e non solo spiegazione e studio di concetti teorici che spesso sono astratti.
Dal punto di vista dello sviluppo psicologico, il bambino non è pronto ad affrontare subito la lettura delle note. E’ necessario praticare soluzioni alternative, non è indispensabile che tutti i bambini debbano leggere le note fin dall’inizio.
Di seguito elenco alcuni metodi che operano in questa direzione : Bastien, Alfred, Hall Leonard, questi testi infatti adottano un approccio graduale alla lettura delle note e non scoraggiano il bambino che muove i primi passi nel mondo della musica.

Vedi titoli accademici | Leggi intervista (inglese)
Daniela Flonta

 
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